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La Regina Viarum

La Regina Viarum

Il poeta latino Stazio la chiamò regina viarum per lo splendore dei monumenti sepolcrali, per le ville sontuose del tratto urbano e per la suggestiva bellezza del percorso. Aperta nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio per unire Roma, caput mundi, con le province meridionali della penisola, con l’Africa e con l’Oriente, divenne simbolo di apertura: collegare Roma con il sud significava collegare Roma con tutto il Mediterraneo. Per tale motivo divenne la via eletta, sacra al culto dei defunti. Molti sono i sepolcri qui costruiti, molti i fastosi mausolei fortemente voluti dalle ricche famiglie della nobiltà romana, da Cecilia Metella a Scipio Barbatus. E se proprio vogliamo calarci nei panni di un antico Cives, potremo anche prendere una carrozza trascinata da un bel cavallo e attraversare il parco dell’Appia Antica. Comodamente seduti attraverseremo questa area protetta dell’agro romano dove la magnificenza dei monumenti romani e cristiani si fonde nel paesaggio naturalistico.

E cosi accanto alla cosiddetta tomba degli Orazi e Curiazi, scopriremo il grande complesso che l’imperatore Massenzio costruì per celebrare la morte del figlio Romolo, un complesso costituito da una dimora imperiale per consentire al padre di stare sempre vicino al suo adorato figliolo, da un imponente sepolcro, e da un grande circo dove svolgere i giochi per commemorare la memoria del giovane morto prematuramente. Termineremo questo percorso affascinante nei ruderi della villa dei Quintili, Valerio Massimo e il fratello Condiano. Sublime, affascinante, ricca di preziosi marmi, un vero gioiello, un vero regalo che ci hanno lasciato i nostri antenati.