Il Roseto Comunale

Il Roseto di Roma è considerato tra i più belli al mondo, soprattutto grazie alla maestosa cornice che Roma regala a questo giardino che si estende dai ruderi del Palatino sino all'osservatorio di Monte Mario.

La creazione del roseto comunale si deve ad una signora della Pennsylvania, la contessa Mary Gayley Senni che, appassionata di rose, ne coltivava a decine in una sua proprietà a Grottaferrata. Nel 1924 donò le sue piante al Comune; ma poi, non soddisfatta della loro sistemazione in una semplice aiuola sul Pincio, otto anni dopo, vide coronare il suo sogno di veder sorgere a Roma un vero e proprio roseto comunale. L'anno seguente si tenne la prima edizione del Premio Roma, con la stessa contessa membro onorario della giuria.

Ma anche il luogo stesso dove sorge il Roseto ha una lunga storia da raccontare: dal 1645 Cimitero della Comunità Ebraica di Roma sino al 1934, quando, con il nuovo piano regolatore, si decise di trasformare quest'area in verde pubblico, trasferendo il cimitero nel Campo Verano. Contemporaneamente veniva costruita la strada parallela al Circo Massimo (via del Circo Massimo) e la strada che divide in due il Roseto (via di Valle Murcia). Molti dei cipressi che attualmente costeggiano Via del Circo Massimo sono gli stessi che, sino al 1934, erano dimorati in questo giardino.

Nel 1950 il Comune, con l'accordo della Comunità ebraica decise di ricreare il roseto nell'area attuale.

L'antica destinazione non fu però obliterata: i vialetti che dividono le aiuole nel settore delle collezioni formano in pianta il disegno di una menorah, il candelabro a sette braccia, e ai due ingressi venne posta una stele con le Tavole della Legge di Mosè che ne ricorda la passata destinazione, opera dell'architetto Angelo Di Castro.

In un'area di circa 10.000 m² in leggero declivio, divisa in due da via di Valle Murcia (aperta nel 1934), si trovano circa 1.100 diverse specie di rose. Nel settore più grande sono ospitate le varietà che permettono di tracciare l'evoluzione della rosa dall'antichità ad oggi, suddivise tra "rose botaniche", "rose antiche" e "rose moderne".

II Roseto è diviso in due aree: quella più grande, che amiamo definire "il nostro a cielo aperto", ospita un'interessante collezione comprendente circa 1200 diverse rose - tra botaniche, antiche e moderne - che ripercorre la storia e l'evoluzione della regina dei fiori, dall'antichità sino ai giorni nostri. L'altra area ospita le rose partecipanti al Concorso Internazionale "Premio Roma per Nuove Varietà", che si svolge ogni anno nel mese di maggio. Le nuove rose, provenienti da vari Paesi dei cinque continenti, arrivano al Roseto due anni prima della manifestazione. Durante questo periodo vengono curate dai giardinieri tecnici e visitate, a più riprese, da una speciale giuria permanente, fino al giorno del concorso, uno dei più attesi e prestigiosi del mondo.

Di particolare importanza la collezione di "rose botaniche" e "rose antiche", la cui diffusione iniziò a declinare dopo l'inizio delle ibridazioni con le rose cinesi, importate a partire dagli inizi del XIX secolo, che diedero l'inizio alle numerosissime varietà delle "rose moderne".

In questa seconda sezione, più piccola, vengono ospitate le nuove varietà di rose appena create, inviate qui da tutto il mondo, che dopo una permanenza di due anni partecipano al concorso internazionale "Premio Roma" per nuove varietà.

Il parco è aperto al pubblico per l'intera giornata da maggio ad ottobre. Quest'anno, a causa del COVID-19, per disposizioni ministeriali, è momentaneamente chiuso il pubblico. Ma noi confidiamo di poterlo vedere presto aperto per poterne ammirare la sua bellezza, i suoi profumi e le sue mille sfumature di colore.

Francesca Longo

Roma in un giorno